Vai al contenuto

Mirtha RealesSommelier · Col Dovigo tra Napoli e la costiera

Il colonnato del Foro di Pompei con il Vesuvio sullo sfondo, sotto un cielo di cumuli

Col Dovigo a Napoli e in costiera

Mirtha RealesSommelier · Agente di commercio per Cantina Col Dovigo

Radici venete. Anima vulcanica.

I vini della Cantina Col Dovigo, azienda familiare di Breganze, portati in una terra che parla la stessa lingua minerale.

Foro di Pompei, Campania

Il territorio in cui Mirtha lavora. I vini, invece, nascono a Breganze, in Veneto.

Foto Commonists, CC BY-SA 4.0

Bottiglia di Torcolato Breganze DOC della Cantina Col Dovigo

Chi porta i vini

Un vino arriva sempre con qualcuno

Sommelier, venezuelana, in Italia da trentacinque anni: Mirtha Reales conosce questo paese dall'interno e continua a guardarlo con gli occhi di chi è arrivato.

Il mestiere

La passione per il vino è venuta prima del lavoro. È diventata mestiere il giorno in cui ha deciso di studiarlo sul serio, fino al titolo di sommelier: la degustazione come metodo, non come impressione. Dare un nome a un profumo, riconoscere un difetto, capire perché un bianco regge un piatto e un altro no.

È la competenza che sostiene tutto il resto. Quando presenta un'etichetta a un ristoratore o a un'enoteca non consegna un catalogo: porta un giudizio motivato. Che cosa c'è nel bicchiere, a quale temperatura si serve, accanto a quale piatto tiene, in quale punto della carta ha senso metterlo.

Prima del vino, però, viene sempre il locale. Una carta si legge come si legge una sala: il ritmo del servizio, la cucina, il pubblico che entra la sera. Da lì si capisce quali bottiglie hanno davvero un posto e quali no.

Poi resta. Nessun catalogo spedito e dimenticato: un rapporto diretto con ristoranti, enoteche e wine bar, costruito bottiglia per bottiglia e mantenuto nel tempo.

Da Breganze a Napoli i vini fanno una strada lunga: l'ultimo tratto lo fanno con lei.

Mirtha Reales, sommelier, ritratta di tre quarti con lo sguardo in camera
Mirtha Reales

Dovighi

A Breganze chiamavano così quelli venuti da altre terre: la famiglia che nel 1923 comprò le prime vigne, e da lì il nome della cantina. È una parola che a Mirtha calza addosso. Porta in Campania i vini di una casa che nel nome ha la stessa storia: arrivare da fuori e mettere radici.

Degustare
Il titolo di sommelier serve a questo: dare un nome a quello che c'è nel bicchiere, e saperlo dire a chi quel vino lo dovrà versare.
Ascoltare
Prima del vino viene il locale: la cucina, la carta, chi si siede a tavola la sera.
Restare
Un rapporto che continua dopo la prima consegna, con chi il vino lo vende ogni giorno.
Filari di vite controluce nelle colline di Breganze

Il ponte

Da Breganze al Vesuvio

Due terre lontane, la stessa firma sotto i piedi: la roccia lasciata dal fuoco. È un parallelo geologico, non un'origine comune — i vini nascono e restano veneti.

Barrique in rovere impilate nella cantina di Col Dovigo a Breganze
La cantina, Breganze

Roccia vulcanica

Napoli alla prima luce, con il profilo del Vesuvio in controluce sul golfo e le luci del porto ancora accese
Napoli, il Vesuvio all'alba

Breganze, Veneto

Logo della Cantina Col Dovìgo, Breganze

Dove nascono i vini

Col Dovigo è un'azienda familiare di Breganze, a nord di Vicenza, ai piedi dell'Altopiano di Asiago. Le radici risalgono al 1923; i vini che portano questo nome nascono dal 2004.

La zona è Breganze DOC dal 1968, tra le prime denominazioni riconosciute in Italia. Sotto uno strato fertile e sottile corre una spessa placca di roccia basaltica che restituisce sali minerali alle uve, mentre a metà pomeriggio scende dall'altopiano una brezza fresca che allunga l'escursione termica.

Campania

Dove trovano una tavola

Napoli, la sua provincia e la costiera sono il territorio in cui Mirtha lavora. Anche qui il suolo è figlio del fuoco e l'ospitalità è un mestiere antico: cucina di mare e di orto, tavole lunghe, un'idea di accoglienza che non ha bisogno di essere spiegata.

Un vino nato sul basalto trova qui interlocutori che la mineralità la riconoscono al primo sorso. Quello che si sposta non è la vigna: è il racconto.

Radici venete.

Anima vulcanica.

La gamma

Dodici etichette, una sola collina

La selezione Col Dovigo così com'è oggi: bollicine e bianchi dalla Vespaiola, rossi dalle uve a buccia spessa, due appassimenti che chiedono tempo.

La selezione di Mirtha

Bollicine

La Vespaiola presa per il suo lato più teso.

Bottiglia di Perlena Extra Dry, Vespaiolo Spumante Millesimato Col Dovigo

Spumante bianco millesimato

Perlena Extra Dry

La Vespaiola in bolla: perlage fine, agrume e un finale lungo di sale.

Da vicino: la scheda di Perlena Extra Dry
Denominazione
Vespaiolo Spumante Millesimato
Uve
Vespaiola
Metodo
Charmat
Dosaggio
Extra Dry

Perlena è la versione spumantizzata della Vespaiola, l'uva bianca storica di Breganze. Il metodo Charmat conserva la parte aromatica del vitigno, mentre la vena acida naturale dell'uva tiene in equilibrio il dosaggio Extra Dry.

Millesimato: ogni bottiglia racconta una sola vendemmia.

Bottiglia di Perlena Brut, Vespaiolo Spumante Col Dovigo

Spumante bianco

Perlena Brut

Stessa uva, dosaggio più asciutto: bolla dritta, da aperitivo lungo.

Da vicino: la scheda di Perlena Brut
Denominazione
Vespaiolo Spumante
Uve
Vespaiola
Metodo
Charmat
Dosaggio
Brut

La declinazione Brut di Perlena lascia più spazio all'acidità della Vespaiola e alla componente minerale del terreno.

Bianchi

Agrume, mandorla e la sapidità del basalto.

Bottiglia di Vespaiolo Breganze DOC Col Dovigo

Bianco fermo

Vespaiolo

Pompelmo e mandorla, freschezza tesa e quella sapidità che viene dal basalto.

Da vicino: la scheda di Vespaiolo
Denominazione
Breganze DOC
Uve
Vespaiola
Vendemmia
Seconda metà di settembre

Il nome dell'uva viene dalle vespe, attirate dal profumo intenso e dallo zucchero degli acini: la tradizione vuole che si vendemmi quando riescono a forare la buccia.

Nel bicchiere è giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il naso va sull'agrume — pompelmo — e sulla mandorla; la freschezza è bilanciata da morbidezza e da una sapidità che il terreno vulcanico consegna direttamente all'uva. In tavola, l'abbinamento storico della zona è il baccalà alla vicentina con la polenta.

Scorri in orizzontale per vedere le altre referenze

Bottiglia di Rìvole, uvaggio bianco Breganze Col Dovigo

Bianco fermo, uvaggio

Rìvole

Uvaggio bianco della DOC Breganze, giocato su aromaticità e mineralità.

Da vicino: la scheda di Rìvole
Denominazione
Breganze DOC
Tipologia
Uvaggio bianco
Bottiglia di Sant'Iván, uvaggio bianco Breganze Col Dovigo

Bianco fermo, uvaggio

Sant'Iván

L'altro bianco d'assemblaggio della casa, sulla stessa corda minerale.

Da vicino: la scheda di Sant'Iván
Denominazione
Breganze DOC
Tipologia
Uvaggio bianco
Bottiglia di Vespaiolo Superiore Breganze Col Dovigo

Bianco fermo

Vespaiolo Superiore

La lettura più matura e complessa della Vespaiola coltivata ai piedi delle Alpi.

Da vicino: la scheda di Vespaiolo Superiore
Denominazione
Breganze DOC
Uve
Vespaiola

La stessa uva del Vespaiolo, portata su un registro più ampio: è la versione che la cantina indica come la più complessa e matura della gamma bianca.

Rossi

Colline calde, uve a buccia spessa, tannino educato.

Bottiglia di Groppello Col Dovigo

Rosso da vitigno autoctono

Groppello

Un autoctono quasi scomparso: mirtillo, ribes, pepe nero e un tannino elegante.

Da vicino: la scheda di Groppello
Denominazione
Veneto
Uve
Groppello
Vendemmia
Metà ottobre

Il Groppello è documentato a Breganze già nel Cinquecento. Il nome nasce dal grappolo compatto come un groviglio — in dialetto «grop» — e la varietà è arrivata a un passo dalla scomparsa prima di essere recuperata.

Su terreno caldo e vulcanico dà un rosso rubino con riflessi violacei, molto colorato: al naso mirtillo e ribes, una vena erbacea e il pepe nero; in bocca buon corpo e una chiusura tannica misurata. L'abbinamento tradizionale della zona è il torresano allo spiedo.

Scorri in orizzontale per vedere le altre referenze

Bottiglia di Cabernet Breganze Col Dovigo

Rosso

Cabernet

La varietà che a Breganze ha fatto scuola, sulle pendici del monte Santa Lucia.

Da vicino: la scheda di Cabernet
Denominazione
Breganze DOC
Uve
Cabernet

Il Cabernet è una delle varietà simbolo della denominazione: la cantina ne indica l'espressione più alta sulle pendici del monte Santa Lucia.

Bottiglia di Paezza, rosso Breganze Col Dovigo

Rosso

Paezza

Rosso di Breganze a base merlot.

Da vicino: la scheda di Paezza
Denominazione
Breganze DOC
Uve
Merlot
Bottiglia di Bragetti Col Dovigo

Rosso

Bragetti

Rosso a base merlot dalle colline vulcaniche di Breganze.

Da vicino: la scheda di Bragetti
Denominazione
Veneto
Uve
Merlot

Appassimenti

Il tempo come ingrediente: uve appese, botti, attesa.

Bottiglia di Torcolato Breganze DOC Col Dovigo

Passito bianco

Torcolato

Il gioiello della casa: uve Vespaiola annodate alle corde, oro e miele nel bicchiere.

Da vicino: la scheda di Torcolato
Denominazione
Breganze DOC, riconosciuta nel 1995
Uve
Vespaiola in appassimento
Affinamento
Da un anno e mezzo a quattro anni, in botte grande o barrique

Il nome viene dal gesto: i grappoli scelti di Vespaiola vengono «intorcolati», annodati a due corde verticali e appesi nei fruttai, dove bassa umidità e aria in movimento concentrano zuccheri e aromi.

Dopo l'appassimento il vino attende in legno da un anno e mezzo fino a quattro anni. Nel bicchiere è giallo dorato, con l'uva passa e il miele in evidenza. In Veneto si accompagna ai zaeti, i biscotti di farina di mais con uvetta e scorza di limone.

Bottiglia di Suam Col Dovigo

Rosso da uve appassite

Suam

Merlot appassito e frutto fresco di Cabernet Sauvignon: un anno in botte, uno in bottiglia.

Da vicino: la scheda di Suam
Denominazione
Veneto
Uve
Merlot appassito e Cabernet Sauvignon
Affinamento
Un anno in botte, un anno in bottiglia

Suam mette insieme la concentrazione dell'uva passita di Merlot e la parte fresca del Cabernet Sauvignon.

Riposa al piano inferiore della cantina, nella Stanza blu: l'antica bottaia dalle pareti azzurre dove invecchia insieme al Torcolato.

Una storia, un calice

Cent'anni di terra, vent'anni di etichette

Prima delle bottiglie c'erano una famiglia e una collina: la storia di Col Dovigo comincia nel 1923.

Barrique allineate nella bottaia in penombra della Cantina Col DovigoLa cantina in videoGuarda il video della Cantina Col Dovigo su YouTube (si apre in una nuova scheda)Breganze, Veneto
La bottaia, BreganzeVideo · Cantina Col DovigoYouTube viene caricato solo quando scegli di guardare il video.
Crediti del video

«Azienda vinicola in Veneto - Cantina Coldovigo - video aziendale», sul canale YouTube di Patrik Bertoldo.

La fotografia qui sopra non è un fotogramma del video.

Il video della cantina

Apri su YouTube (si apre in una nuova scheda)

  1. 1923

    Nonna Caterina

    Caterina arriva a Breganze con la famiglia e acquista i primi terreni vitati. In paese chiamano «Dovighi» chi viene da altre terre: da lì, un giorno, il nome della cantina.

  2. 1968

    Breganze DOC

    La denominazione viene riconosciuta: è tra le prime d'Italia. Con lei torna in luce la Vespaiola.

  3. 1995

    Il Torcolato ha la sua DOC

    Il passito storico della zona ottiene una denominazione dedicata.

  4. 2004

    Nascono i vini Col Dovigo

    Dall'incontro fra Battista Bonollo, il nipote Stefano e l'enologo Alessandro Favaro prende forma la gamma attuale.

  5. Oggi

    Ancora famiglia

    L'azienda resta a conduzione familiare, in un vecchio casale con vista sui vigneti. Al piano inferiore, nella Stanza blu, riposano Suam e Torcolato.

Sul territorio

Dove arrivano queste bottiglie

Il lavoro di Mirtha Reales si svolge fra Napoli, la sua provincia e la costiera, con chi sceglie il vino per mestiere.

Ristorazione
Cucine che costruiscono una carta e hanno bisogno di etichette che tengano il passo dei piatti.
Enoteche e wine bar
Banchi in cui la bottiglia si vende raccontandola, e un autoctono poco noto è un vantaggio.
Ho.Re.Ca.
Strutture ricettive e attività di somministrazione che cercano continuità di fornitura e di racconto.
Prima del servizio
Tavolo apparecchiato in una sala di ristorante: calici vuoti, menù e posate prima del servizio

Per finire

Un calice spiega più di una brochure

Questo sito non chiede nulla: nessun modulo, nessun cookie, nessun tracciamento. È solo un modo per far conoscere una cantina di famiglia e i suoi vini a chi, fra Napoli e la costiera, lavora ogni giorno con il bicchiere in mano.

Il resto — l'annata giusta, la temperatura giusta, il piatto giusto — si racconta meglio di persona.

Breganze · Campania

Parla con Mirtha

Nessun modulo da compilare e nessun centralino: questi tre recapiti sono quelli di Mirtha, e dall'altra parte c'è lei.

Scrivile su WhatsApp (si apre in una nuova scheda)

Si apre una conversazione con due righe già scritte: cambiale come vuoi prima di mandarle.

Area di lavoro
Napoli, provincia e costiera

Radici venete. Anima vulcanica.

Vai al sito della cantina (si apre in una nuova scheda)

Cantina Col DovigoBreganze, Veneto, coldovigo.com

Un vino buono non ha fretta. Si beve piano, si beve poco, e dura di più.

Parla con MirthaScrivile su WhatsApp (si apre in una nuova scheda)